Volare con il parapendio è emozionante ma non è assolutamente rischioso come i mass media o certi giornali ci fanno credere da decenni senza alcuna cognizione di causa.
Il decollo con il parapendio si effettua compiendo una leggera corsa su di un prato, una volta in volo, la sensazione può ricordare quella di essere seduti in seggiovia; anche chi soffre di vertigini puo' volare tranquillamente: in rapporto al numero di praticanti, c'e' un numero rilevante di piloti che soffre di questo disturbo e tuttavia vola ad un eccellente livello. L’attrezzatura si contiene in una sacca che si trasporta agevolmente sulle spalle e puo' pesare dai 10 ai 20 chili. Gli attrezzi fondamentali per volare sono tre: il parapendio (o vela), l'imbrago o piu' propriamente detto selletta, ed il casco. Segue poi il paracadute di riserva, un accessorio non obbligatorio ma basilare per il raggiungimento della massima sicurezza, la filosofia e': non deve servire mai, ma deve esserci sempre. La selletta e' fondamentale per il volo: e' studiata per aiutare il pilota a controllare la vela oltre che con i freni, anche con gli spostamenti del corpo. Il pilota e' comodamente alloggiato nell'imbrago (selletta) chiuso da un apposito cinghiaggio che una volta allacciato lo rende vincolato ad’esso. Con il Parapendio non ci si lancia come nel paracadutismo, ma si decolla come come un’aeromobile con la differenza che il decollo si effettua da un pendio; ci si stacca solo dopo aver controllato che la vela si sia gonfiata regolarmente, se qualcosa non e' a posto (ad esempio un nodo tra i cordini), e' sempre possibile sospendere la corsa prima del distacco e rinunciare al decollo; una volta risolto il problema si ripeteranno le fasi di controllo pre-volo per un nuovo decollo. Il decollo e' una fase che richiede la massima attenzione e concentrazione, ma se viene eseguito con una adeguata tecnica e preparazione diviene un gesto emozionante e significativo: ha il potere di trasformare l’uomo da bipede a volatile. Una volta in volo, l'unico rumore sara' quello del vento tra i cordini della vela; il parapendio non richiede doti atletiche, ma una considerevole capacita' di concentrazione e di equilibrio psico-fisico. Lo sport del parapendio a livello turistico non e' annoverabile tra gli sport estremi, anzi, si potrebbe definire uno sport di equilibrio ed intensità perche' richiede al pilota una certa capacita' di ragionamento e il saper controllare le proprie emozioni. Lo stereotipo del pilota di parapendio non e' certamente Rambo; tra i piloti vi sono alpinisti ed ex paracadutisti, ma anche farmacisti, bancari ed operai metalmeccanici, ecc…molti dei quali non più giovanissimi e con consorte e figli. Le giornate migliori per il volo sono quelle primaverili di leggera instabilita', cioe' con le nuvolette bianche nel cielo azzurro. Il parapendio vola come un aliante, sfruttando le correnti ascensionali di aria calda che sono in grado di portare verso l'alto la vela (termiche), in una giornata di buona attivita' termica e' possibile osservare le vele girare nella stessa zona come gli uccelli, in quel luogo c'e' sicuramente una 'termica'. Una vela dalle caratteristiche normali scende circa 1,5 m/sec in aria calma, qualunque corrente ascensionale dell'intensita' di una leggera brezza, sara' in grado di farla salire. Il parapendio si e' evoluto in modo radicale nei suoi oltre 25 anni di vita, si e' passati dalla forma a materasso dei primi "otto cassoni" derivati dal paracadutismo a dei veri e propri velivoli dalla forma molto slanciata (allungata) Per un profano puo' essere difficile distinguere un parapendio da un altro, ma come per le auto sportive: quanto piu' la sua forma sara' affilata e stretta tanto piu' la vela avra' caratteristiche di volo migliori e richiedera' maggiore abilita' di pilotaggio. I parapendio non sono tutti uguali, ma vi sono differenti categorie: non e' assolutamente ammissibile che un pilota con poca esperienza voli con un '2/3' o, peggio, con un 'COMPETITION', ne va della sua incolumita', solo un cammino gradule di esperienza lo portera' ad acquisire le capacita' per volare con ali piu' performanti. La tendenza attuale e' quella di abbassare il livello massimo commerciabile delle vele alla fascia intermedia definite “1-2”, che sono in grado di fornire prestazioni pari a quelle di prototipi da competizione di solo pochi anni prima ma con livelli di sicurezza tali da garantire l'incolumita' del pilota in qualunque situazione. Le gare di parapendio sono simili ad una regata velica, i piloti devono compiere un percorso a boe su distanze che mediamente sono di 50 Km ma che possono superare anche i 100 Km, il vincitore sara' colui che raggiungera' l'arrivo per primo.
Da un punto di vista formale, oltre che ovvie ragioni di sicurezza, per imparare a volare in parapendio, è necessario frequentare un corso di volo presso una scuola. L’attuale legislazione infatti impone (con tanto di legge dello stato) che per volare si abbia conseguito l’apposito attestato di volo previa la frequentazione di un adeguato corso ed il superamento del prescritto esame.
Nelle parti che seguono ti spieghiamo come fare, la tua avventura con il cielo comincia da qui!
Fabio Razore
Il decollo con il parapendio si effettua compiendo una leggera corsa su di un prato, una volta in volo, la sensazione può ricordare quella di essere seduti in seggiovia; anche chi soffre di vertigini puo' volare tranquillamente: in rapporto al numero di praticanti, c'e' un numero rilevante di piloti che soffre di questo disturbo e tuttavia vola ad un eccellente livello. L’attrezzatura si contiene in una sacca che si trasporta agevolmente sulle spalle e puo' pesare dai 10 ai 20 chili. Gli attrezzi fondamentali per volare sono tre: il parapendio (o vela), l'imbrago o piu' propriamente detto selletta, ed il casco. Segue poi il paracadute di riserva, un accessorio non obbligatorio ma basilare per il raggiungimento della massima sicurezza, la filosofia e': non deve servire mai, ma deve esserci sempre. La selletta e' fondamentale per il volo: e' studiata per aiutare il pilota a controllare la vela oltre che con i freni, anche con gli spostamenti del corpo. Il pilota e' comodamente alloggiato nell'imbrago (selletta) chiuso da un apposito cinghiaggio che una volta allacciato lo rende vincolato ad’esso. Con il Parapendio non ci si lancia come nel paracadutismo, ma si decolla come come un’aeromobile con la differenza che il decollo si effettua da un pendio; ci si stacca solo dopo aver controllato che la vela si sia gonfiata regolarmente, se qualcosa non e' a posto (ad esempio un nodo tra i cordini), e' sempre possibile sospendere la corsa prima del distacco e rinunciare al decollo; una volta risolto il problema si ripeteranno le fasi di controllo pre-volo per un nuovo decollo. Il decollo e' una fase che richiede la massima attenzione e concentrazione, ma se viene eseguito con una adeguata tecnica e preparazione diviene un gesto emozionante e significativo: ha il potere di trasformare l’uomo da bipede a volatile. Una volta in volo, l'unico rumore sara' quello del vento tra i cordini della vela; il parapendio non richiede doti atletiche, ma una considerevole capacita' di concentrazione e di equilibrio psico-fisico. Lo sport del parapendio a livello turistico non e' annoverabile tra gli sport estremi, anzi, si potrebbe definire uno sport di equilibrio ed intensità perche' richiede al pilota una certa capacita' di ragionamento e il saper controllare le proprie emozioni. Lo stereotipo del pilota di parapendio non e' certamente Rambo; tra i piloti vi sono alpinisti ed ex paracadutisti, ma anche farmacisti, bancari ed operai metalmeccanici, ecc…molti dei quali non più giovanissimi e con consorte e figli. Le giornate migliori per il volo sono quelle primaverili di leggera instabilita', cioe' con le nuvolette bianche nel cielo azzurro. Il parapendio vola come un aliante, sfruttando le correnti ascensionali di aria calda che sono in grado di portare verso l'alto la vela (termiche), in una giornata di buona attivita' termica e' possibile osservare le vele girare nella stessa zona come gli uccelli, in quel luogo c'e' sicuramente una 'termica'. Una vela dalle caratteristiche normali scende circa 1,5 m/sec in aria calma, qualunque corrente ascensionale dell'intensita' di una leggera brezza, sara' in grado di farla salire. Il parapendio si e' evoluto in modo radicale nei suoi oltre 25 anni di vita, si e' passati dalla forma a materasso dei primi "otto cassoni" derivati dal paracadutismo a dei veri e propri velivoli dalla forma molto slanciata (allungata) Per un profano puo' essere difficile distinguere un parapendio da un altro, ma come per le auto sportive: quanto piu' la sua forma sara' affilata e stretta tanto piu' la vela avra' caratteristiche di volo migliori e richiedera' maggiore abilita' di pilotaggio. I parapendio non sono tutti uguali, ma vi sono differenti categorie: non e' assolutamente ammissibile che un pilota con poca esperienza voli con un '2/3' o, peggio, con un 'COMPETITION', ne va della sua incolumita', solo un cammino gradule di esperienza lo portera' ad acquisire le capacita' per volare con ali piu' performanti. La tendenza attuale e' quella di abbassare il livello massimo commerciabile delle vele alla fascia intermedia definite “1-2”, che sono in grado di fornire prestazioni pari a quelle di prototipi da competizione di solo pochi anni prima ma con livelli di sicurezza tali da garantire l'incolumita' del pilota in qualunque situazione. Le gare di parapendio sono simili ad una regata velica, i piloti devono compiere un percorso a boe su distanze che mediamente sono di 50 Km ma che possono superare anche i 100 Km, il vincitore sara' colui che raggiungera' l'arrivo per primo.
Da un punto di vista formale, oltre che ovvie ragioni di sicurezza, per imparare a volare in parapendio, è necessario frequentare un corso di volo presso una scuola. L’attuale legislazione infatti impone (con tanto di legge dello stato) che per volare si abbia conseguito l’apposito attestato di volo previa la frequentazione di un adeguato corso ed il superamento del prescritto esame.
Nelle parti che seguono ti spieghiamo come fare, la tua avventura con il cielo comincia da qui!
Fabio Razore


